Contraddizioni: il Ministro dell’Interno e Orban

Lo scorso 5 giugno il Ministro dell’Interno, mostrando italianamente i muscoli, non è andato al vertice in Lussemburgo che ha discusso delle modifiche del Regolamento di Dublino sull’accoglienza dei Migranti.

La proposta di mediazione della Presidenza bulgara non è stata accettata. Anche se a distanza, la voce grossa l’ha fatta anche il nostro Ministro dell’Interno.

Il Parlamento Europeo aveva votato un altro indirizzo di riforma teso a rendere obbligatoria la distribuzione per quota dei Migranti tra tutti i paesi europei in modo solidale con quelli di prima accoglienza.

Il Ministro Italico ha detto No alla Bulgaria. Cosa pensa del deliberato del Parlamento europeo?

Lui sta costruendo una linea di dialogo preferenziale con il Premier Ungherese Orban, che è esattamente quello che si rifiuta categoricamente, insieme ai sodali del Gruppo di Visegrad, ogni idea di impegno solidale sul tema Migranti, che poi è esattamente la linea che mette in grande difficoltà l’Italia, la Grecia, la Spagna, lasciate quasi sole a fronteggiare un problema enorme.

Ha chiaro il Ministro Italico che più stringe la relazione con l’Ungherese e più va , tra le altre cose, contro gli interessi del  Paese che lui rappresenta?

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