Tra emergenze inventate e problemi veri/2

di Gianfranco Nappi – A PROPOSITO DI TERRA O TERRE DEI FUOCHI

Sono trascorsi più di dieci anni dalla crisi dei rifiuti in Campania del 2007-2008. C’era Bassolino allora in Regione Campania. Potremmo dire che ne parliamo ora, 18 assoluzioni dopo…Si assunse le sue responsabilità. E le responsabilità non erano soltanto o primariamente sue. Fu messo in croce. Prodi aveva definito un Piano per l’emergenza che durò lo spazio di pochi mesi. Pecoraro Scanio da un lato e Rifondazione dall’altro ne pretesero la ‘sterilizzazione’. Il Piano si bloccò. La crisi divampò. Poi, anche sull’onda di quella rottura dentro la maggioranza di governo de l’Ulivo, quell’esperienza finì rovinosamente anche per le successive vicende giudiziarie dell’Udeur di Clemente Mastella. Nel 2008 Berlusconi vinse a man basse. E venne, con la scopa, a Piazza Plebiscito.

Furono tre anni durissimi quelli tra 2007 e 2010, mi verrà un giorno voglia di raccontarli…

…e però, tra cose realizzate e cose programmate e finanziate legate al ciclo dei rifiuti, al netto del Termovalorizzatore  portato a compimento da Berlusconi senza alcuna protesta e nel silenzio generale della ‘sinistra critica’ e dei movimenti ( tanto che verrebbe la voglia di dire, ma scusate, non era meglio allora non contrastarlo in modo così radicale e averlo completato non nel 2009, inaugurato il 25 marzo, ma nel 2008, nel 2007, nel 2006 evitandoci così una crisi drammatica che ancora ci segna così profondamente? ), i 5 anni di governo della Regione da parte di Stefano Caldoro e del centrodestra ( 2010-2015), si caratterizzano per il blocco di tutto quello che la precedente giunta aveva pure programmato, compresa in tanti casi la revoca.

Cinque anni perduti dal punto di vista del ciclo dei rifiuti : non un impianto nuovo a sostegno della raccolta differenziata. Non un impianto di compostaggio.

A oggi, 2018, 10 anni da quella crisi, in Campania  vi sono ancora solo tre, piccolissimi e che funzionano a singhiozzo,  impianti per il trattamento della frazione umida, a Salerno, Eboli e Teora , nati, se si va a verificare, con finanziamenti definiti all’epoca della Giunta Bassolino. Lavorano fino ad un massimo di 56.000 tonnellate anno di razione organica. La Campania ne produce 750.000 di tonnellate anno.

Sono stati individuati i siti, d’intesa con i Comuni, per ben 15 impianti di compostaggio nel luglio di quest’anno ad opera della Giunta De Luca, in carica dal 2015: ho seri dubbi che vedranno la luce prima del 2020, a conclusione del suo mandato.

E comunque, è cosa buona che si sia avviato l’iter.

Si vedrà ora sui territori, quanti oppositori dei termovalorizzatori ( 5 Stelle in testa ), e quanti loro sostenitori ( Lega ) , si mobiliteranno per la più rapida realizzazione di questi impianti…

Poi ci sarebbe da discutere sulle caratteristiche tecnologiche di questi impianti.

In un bell’articolo su il Manifesto, il Presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, ha argomentato come siano di gran lunga preferibili quelli a digestione anaerobica, capaci anche di produrre biogas metano, utile ai fini energetici.

Del resto, ancora attingendo ai ricordi di quegli anni, già dieci anni fa il mai ricordato abbastanza Paolo Gasparini, scienziato napoletano di vaglia, ne sosteneva l’opportunità.

Il vero problema del ciclo dei rifiuti in Campania è proprio questo quindi : la debolezza del circuito dell’impiantistica a supporto della raccolta differenziata.

La crisi di dieci anni fa ci ha lasciato in Campania una sensibilità straordinaria sul tema raccolta differenziata: praticata con punte altissime nella stragrande maggioranza dei comuni e in sofferenza ingiustificabile, seppure in crescita, nella città di Napoli.

Nella conferenza stampa del Governo a Caserta c’è stato un effluvio di ‘economie circolari’, di ‘riciclo’, di prospettive ‘verdi’…un Governo insieme  agli auspici e agli scenari di futuro,  dovrebbe  delineare politiche, sostenute dalle norme e dalle risorse necessarie, che ne determinino la realizzazione concreta.

E su questo, poco o niente.

Ricordo invece una polemica feroce di Lega e 5S, eravamo in clima preelettorale per le politiche, contro l’uso dei sacchetti biodegradabili anche per i contenitori di ortaggi al supermercato…una santa cosa invece per un paese che fino a pochi anni fa era seppellito dai sacchetti di plastica…esolo per polemizzare con Renzi.

Non so se Katia Bastioli , Amministratrice di Novamont, fosse amica di Renzi, come pure si disse.  Quello che so è che illustra la categoria dei ricercatori e degli imprenditori intraprendenti del nostro paese, ed è al gruppo di ricerca da lei coordinato che si deve la realizzazione del brevetto del materb che è la principale forma attraverso la quale si ricava plastica dagli scarti vegetali.

Ma perché allora, Terra dei Fuochi rimane esposta ad essere additata come tale ancora?

L’impegno del nuovo Ministro dell’Ambiente, il Generale Sergio Costa, è di grande rilievo.

Ed è a lui che ci rivolgeremo con la terza e ultima parte di questo ragionamento.

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